Aventino - Istanti di Bellezza-Album fotografico

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Aventino

Passeggiate
Aventino, il colle della poesia
Considerato da secoli il colle più aristocratico di Roma, l'Aventino è come un'isola nel contesto cittadino, immerso tra il verde dei giardini, il silenzio dei chiostri e la bellezza di chiese e conventi. Anche altri luoghi di Roma sono ricchi di memorie del passato e di monumenti, ma quasi ovunque i rumori del traffico cittadino ci accompagnano ad ogni passo, mentre passeggiando per l'Aventino i rumori si attutiscono, la frenesia del fare in fretta sembra scemare e ci si immerge in una dimensione più riflessiva dove si riesce quasi a dialogare confidenzialmente con il contesto che ci circonda. Probabilmente è per tali ragioni che l'Aventino viene considerato il colle della poesia. Molti grandi poeti, suggestionati dalla sua bellezza, ne hanno esaltato lo splendore nelle loro opere; ancora oggi, affacciandosi dalla terrazza di parco Savello, meglio conosciuto come il Giardino degli Aranci, si rimane sempre stupiti nell'ammirare l'incredibile panorama della città oltre il Tevere, dal Campidoglio fino a Trastevere e S. Pietro.
MONUMENTO A GIUSEPPE MAZZINI
La proposta di erigere un monumento a Giuseppe Mazzini, uno dei maggiori artefici dell’unità d’Italia, fu presentata in Parlamento, dopo varie controversie, solo nel 1890, in quanto pesava sulla sua figura la fede negli ideali repubblicani. Nel 1902 venne dato ad Ettore Ferrari l'incarico di realizzare l'opera e nel 1914 venne decisa la sua collocazione presso l'Aventino e nel 1922 si ebbe la cerimonia della prima pietra e nel 1929 fu completata ma fu inaugurata solo vent’anni dopo, nel 1949, in occasione del centenario della Repubblica Romana.
ROSETO COMUNALE
Il Roseto comunale di Roma si sviluppa appena sopra il Circo Massimo e segue la pendenza del terreno con una forma ad anfiteatro. Originariamente si trovava sul colle Oppio, ma andò distrutto durante la seconda guerra mondiale. L’'area dove ora fiorisce il roseto era invece sede dal III secolo a.C. di un tempio di Flora, ed era poi rimasta agricola fino a quando, vi fu collocato dal 1645 il cimitero ebraico e il sito era per ciò detto "Ortaccio degli Ebrei". Il cimitero ebraico fu spostato nel 1934 in un settore del cimitero del Verano e la zona rimase incolta ed abbandonata fino al 1950 quando il Comune, con l'accordo della Comunità ebraica, decise di ricrearvi il roseto. L'antica destinazione non fu però cancellata: per ricordare la sacralità del luogo, i vialetti che dividono le aiuole nel settore delle collezioni formano in pianta il disegno di una menorah, il candelabro a sette braccia, e ai due ingressi venne posta una stele con le Tavole della Legge di Mosè che ne ricorda la passata destinazione. Nell’area si trovano circa 1.100 diverse specie di rose.
CHIESA DI S. ANSELMO
La chiesa risale alla fine dell’Ottocento: è stata infatti costruita tra il 1892 e il 1896 sui resti di una domus romana del II-III secolo d.C. e da questa domus proviene un mosaico, conservato nel monastero, raffigurante il Mito di Orfeo. La chiesa è in stile neoromanico; l’entrata è preceduta da un quadriportico e l’interno si presenta a tre navate, divise tra loro da colonne di granito, con soffitto a capriate e abside decorata a mosaico. La cripta, oggi destinata a biblioteca, presenta cinque navate e venti colonne di marmo rosso e occupa tutta l’area sottostante della chiesa. La chiesa è nota, soprattutto ai romani, per le esecuzioni di canto gregoriano offerte dai monaci durante le celebrazioni liturgiche domenicali.
VILLA DEL PRIORATO DI MALTA
In Piazza dei Cavalieri di Malta, che ha per confine un muro neoclassico decorato da obelischi e trofei militari si trova la Villa del Priorato di Malta, sede storica del Sovrano Militare Ordine di Malta. Il sito, a picco sull'Emporio del Tevere, già nel X secolo era occupato da un monastero benedettino fortificato ma ha assunto l'attuale aspetto quando nel 1765 il cardinal Rezzonico affidò a Piranesi la ristrutturazione dell'ingresso al Priorato. Il risultato, unica opera architettonica dell'autore, fu la piazzetta settecentesca sulla quale si apre il portale d'ingresso alla Villa. La piazzetta è nota soprattutto perché dal buco della serratura del portone d'ingresso della Villa del Priorato è esattamente inquadrata, in fondo al giardino, la cupola di San Pietro.
CHIESA DEI SS. BONIFACIO ED ALESSIO
Dedicata ai santi Bonifacio di Tarso ed Alessio, la chiesa è di antichissima origine, ma è dal X secolo è testimoniata come una importante abbazia per le missioni nei paesi slavi. Restaurata nel 1582, ebbe un rifacimento intorno 1750 ed una ristrutturazione nel 1852-1860. La facciata cinquecentesca insiste sul portico medioevale mentre il campanile è romanico. Il portale è riferibile al XIII secolo, mentre l'interno a tre navate si presenta in forme settecentesche. Le pareti ospitano un affresco del XII secolo dell'Agnus Dei e dei simboli degli evangelisti, mentre la parete settentrionale è decorata dal San Girolamo Emiliani. Sotto la chiesa si trova una cripta romanica; l'altare maggiore della cripta contiene le reliquie di Tommaso Becket.
BASILICA DI SANTA SABINA
E' una delle chiese paleocristiane meglio conservate in assoluto; fu fatta costruire dal prete Pietro di Illiria nel V secolo sulla casa della matrona romana Sabina e nella costruzione dell'edificio sacro furono utilizzate 24 colonne dell'attiguo tempio di Giunone Regina. L'interno fu profondamente rimaneggiato nel corso dei numerosi restauri messi in atto in diverse epoche; poi, nel XX secolo, si è proceduto al totale ripristino della originale basilica. Il campanile attuale risale al X secolo ed alla chiesa si accede da un'arcata laterale; le proporzioni slanciate della navata conferiscono all'interno leggerezza ed eleganza. Originariamente sia l'abside, sia le fasce superiori delle navate, dovevano essere decorate da mosaici, che sono poi andati perduti; nell'abside oggi si trova un affresco novecentesco. L'ingresso principale è chiuso da una porta lignea risalente al V secolo, che costituisce il più antico esempio di scultura lignea paleocristiana; in origine era costituita da 28 riquadri ma ne sono rimasti 18, tra i quali vi è quello raffigurante la crocefissione, che è la più antica raffigurazione conosciuta di questo evento.
IL GIARDINO DEGLI ARANCI
Il Giardino degli Aranci, o Parco Savello, accoglie i visitatori con lo sguardo di un mascherone: una fontana opera di Giacomo della Porta, forse raffigurante Oceano, e reduce da un lungo peregrinare tra Foro Romano, Lungotevere Gianicolense fino all'Aventino. Qui trovò definitiva collocazione nel 1936 nel muro di cinta di quel che resta della Rocca dei Savelli, fortezza eretta nel X secolo divenuta in seguito convento dei Domenicani che ne sistemarono una parte ad orto. Con il tempo l'orto del convento divenne "Il Parco degli Aranci", per via dei numerosi alberi che producono arance amare, piantati per decorare il giardino, con riferimento all'arancio presso cui predicava S. Domenico, conservato nel vicino chiostro di S. Sabina. La trasformazione e sistemazione attuale si deve all'architetto Raffaele De Vico. Attraverso il viale centrale si giunge allo splendido belvedere da dove ci si affaccia su una delle viste più belle su Roma, che va dall'ansa del Tevere alla Basilica di S. Pietro.
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