Suburra - Istanti di Bellezza-Album fotografico

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Suburra

Passeggiate
La Suburra
Compresa all'interno dei Rioni Monti ed Esquilino, la Suburra è il quartiere più antico di Roma e vi si trovano testimonianze dell'epoca romana, medioevale, rinascimentale, barocca, una successione di stili che copre 2500 anni di storia. Questa zona a nord est del Foro romano, costituiva la parte più popolare di Roma antica: un dedalo di viuzze, botteghe, mercati, catapecchie. abitato in prevalenza da famiglie plebee, gladiatori e cortigiane. Il medioevo vide una forte contrazione della popolazione, trasferitasi in gran parte nell'area dell'ansa del Tevere, tuttavia la zona, posta lungo l'itinerario percorso dai pellegrini per raggiungere San Giovanni in Laterano, continuò ad avere un ruolo nella vita cittadina; inoltre in tale periodo si aggiunsero diversi palazzi e torri delle famiglie aristocratiche, alcune tuttora conservate. Sostanziali mutamenti avvennero nel XVI secolo quando l'area fu oggetto di una sostanziale sistemazione, cui seguì una sostanziale conservazione del tessuto urbano del quartiere fino all'unità d'Italia. Durante i grandi sventramenti e i rinnovamenti di Roma Capitale, la zona riuscì a conservare la sua secolare impostazione urbanistica e la sua natura popolare, caratteristica che in gran parte continua a mantenere ancora oggi: un tessuto urbano composto da palazzi di varie epoche, dove si aprono botteghe artigiane, ristoranti, locali, gallerie d'arte, iniziative culturali di ogni tipo.
LARGO CORRADO RICCI-TORRE DEI CONTI
Largo Corrado Ricci è il frutto degli sventramenti operati nel ventennio fascista che hanno lasciato dell'originario quartiere soltanto la Torre dei Conti. Fatta erigere da Innocenzo III per la sua famiglia, i conti di Segni, questa Torre è il tipico esempio di casa-torre. Nel Medioevo era conosciuta per la sua maestosità anche con il nome di Torre Maggiore: infatti i resti odierni costituiscono soltanto il basamento della torre stessa, che in origine doveva superare i 50-60 metri. A ridurla allo stato attuale furono alcuni terremoti. I lavori eseguiti nel 1883 per l'apertura di via Cavour e nel 1933 per via dei Fori Imperiali hanno determinato l'isolamento della torre, che mantiene nonostante tutto un aspetto poderoso, anche se la precedente collocazione in un dedalo di vicoli doveva renderla ancora più imponente.
VIA TOR DE CONTI-ARCO DEI PANTANI
L’Arco dei Pantani è un fornice del Foro di Augusto, privo di qualsiasi ornamento, che consente una vista del tutto particolare sui Fori Imperiali e quello Romano dall'altra parte. Questo arco era la via di comunicazione tra i Fori e la Suburra, il nome "Pantani" allude agli allagamenti che si verificavano, in questa zona posta a valle, durante il Medioevo, a seguito della ostruzione della rete fognaria della Cloaca Massima. La zona dei Pantani era insieme alla Bocca della Verità e al Pantheon una delle zone più basse di Roma e quindi più facilmente preda di allagamenti.
VIA TOR DE CONTI-UNA CHIESA SENZA INTERNO
Inizialmente qui sorgevano la chiesa e il convento di San Basilio al Foro di Augusto, edificati a partire dal IX nell'abside del Tempio di Marte Ultore. Successivamente il piano pavimentale della chiesa fu abbassato fino al livello del pavimento antico, e nella muraglia verso la Suburra, venne praticata un'apertura che consentiva l'accesso dalla strada. Probabilmente la chiesa costituiva uno dei primi insediamenti medioevali nella zona del foro, in un momento in cui a seguito del terremoto del V secolo, sia il foro di Augusto che il Tempio di Marte Ultore erano parzialmente crollati, e in parte interrati nella palude formatasi. Dal XIII secolo la chiesa e il convento dei Basiliani passarono in possesso del ramo ospedaliero dei Cavalieri di S. Giovanni e nel XVI secolo alle suore domenicane che vi ricavarono una chiesa dedicata alla Ss. Annunziata. Con l'apertura di via dei Fori Imperiali nel 1932, della chiesa rimane solo il portale.
SALITA DEL GRILLO-CASA DEI CAVALIERI DI RODI
Il complesso architettonico della Casa dei Cavalieri di Rodi è il risultato di una plurisecolare stratificazione di monumenti sull’area che in età imperiale ospitava il Foro di Augusto. Questa zona fu interessata dai lavori di demolizione che tra 1924 e 1932 portarono all’apertura di Via dei Fori Imperiali, comportando la scomparsa delle strutture medioevali del monastero di San Basilio e di quelle cinquecentesche del Convento della SS. Annunziata. Nella prima metà del XIII secolo qui si insediò il priorato dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme, un ordine ospedaliero che occupò proprio la chiesa e il monastero dei monaci basiliani, sorto fin dal IX secolo sopra il Tempio di Marte Ultore. Dal 1946 la Casa è concessa in uso al Sovrano Militare Ordine di Malta.
SALITA DEL GRILLO-TORRI E PALAZZI
Situata alle pendici sud-occidentali del Quirinale, la torre omonima prende il nome dai marchesi Del Grillo che la acquisirono dai Conti nella seconda metà del XVII secolo. E’ chiamata anche torre "della Miliziola", per distinguerla dalla vicina e più grande torre delle Milizie. La torre ha pianta quadrata leggermente irregolare. Il lato est è raccordato al seicentesco palazzo del Grillo per mezzo di un arco, mentre il lato nord, l’unico completamente libero, presenta numerose finestre; il coronamento in stucco si imposta su mensoloni in marmo e travertino, decorato con gigli e aquile, al di sotto del quale è visibile l’iscrizione EX MARCHIONE DE GRILLIS. Il fianco sinistro della via conserva un edificio databile alla seconda metà del secolo XIII, che faceva parte del cosiddetto "Castello Caetani". L'edificio, situato sopra i Mercati Traianei, fa parte di un complesso oggi sede dell'Ordinariato Militare per l'Italia.
STRADE STORICHE
Le strade storiche dellla Suburra si intersecano formando un dedalo di vie i cui nomi sono per lo più a storie o tradizioni di quest'area della vecchia Roma, come via Panisperna, via dei Serpenti e via Baccina. Via degli Zingari ricorda come una volta nella zona soggiornassero gli zingari che transitavano per Roma; via dell'Angeletto, deriva il nome deriva da un'osteria la cui insegna era un piccolo angelo; via Leonina,  deve il suo nome al fatto che ad aprirla deve essere stato uno dei papi di nome Leone. Via Leonina è interrotta a metà da una scalinata che prende il nome dalla salita dei Borgia e nella sua parte finale si apre in piazza della Suburra, un contesto totalmente modificato rispetto a quello originale dalla edificazione della stazione della metropolitana e da edifici contemporanei. E' in questa piazza comunque che sopravvive il nome del quartiere, in una colonna addossata ad un palazzo, che reca il nome Subura, anche se questa piazza non era sicuramente il centro dell'antica Subura.
PIAZZA MADONNA AI MONTI-NEL CUORE DELLA SUBURRA
Piazza Madonna dei Monti è sicuramente il cuore della Suburra: qui si trova la chiesa di S. Maria ai Monti, più nota come Madonna dei Monti, eretta sul luogo dove, un tempo, sorgeva un monastero di clarisse, poi trasformato in case di abitazione; poi, nel XVI secolo, una serie di eventi miracolosi indussero papa Gregorio XIII a dare l'assenso alla costruzione di una chiesa. E' una delle chiese romane più interessanti della transizione tra Rinascimento e barocco. Fu costruita a partire dal 1580 da Giacomo della Porta a seguito di una miracolosa guarigione di una cieca da parte dell'icona della Madonna rinvenuta sul posto. La semplice facciata richiama quella già adottata nella chiesa del Gesù: divisa in due ordini raccordati da volute laterali è coronata da timpani triangolari e scandita da piatte lesene corinzie e quattro nicchie. All'interno, in una navata unica ispirata al modello gesuita, si conservano alcuni esemplari pittorici significativi di questo periodo: nella Cappella della Pietà si conserva la pala di Antonio Viviani (copia della Pietà di Michelangelo) e gli affreschi di Lattanzio Mainardi e Paris Nogari.
SALITA DEI BORGIA
La piazza e la gradinata  "salita dei Borgia" formano uno dei più suggestivi angoli di Roma, insieme a quella colonna votiva sormontata da una croce, quasi a rendere l'ambiente più simile ad un chiostro senza colonne che ad una piazza del centro di Roma. L'omonima via, che scende dalla piazza di S. Pietro in Vincoli fino a via Cavour in una scenografica scalinata, corrisponde agli antichi "Vicus Virbius" e "Vicus Sceleratus", cosi chiamato perché, secondo la leggenda, Tullia sarebbe passata col cocchio sopra il cadavere del padre, il re Servio Tullio. La finestra balconata del secolo XVI appartiene al complesso fortificato di proprietà dei Borgia.  I primi possessori di questo complesso furono i Montanari, poi i Margani e quindi gli Orsini, verso la metà del XV secolo. È in questo periodo che occorre collocare la proprietà Borgia.
S.PIETRO IN VINCOLI
S. Pietro in Vincoli deve il suo nome alle catene o vincoli che, secondo la tradizione, furono utilizzate per legare S. Pietro durante la sua prigionia nel carcere Mamertino. L'ingresso della basilica è preceduto da un portico a cinque colonne del Quattrocento; l'interno è a tre navate divise da colonne a capitello dorico. La chiesa conserva molte memorie artistiche, ma senza alcun dubbio il capolavoro più famoso è il Mosè di Michelangelo, che era destinato ad ornare la tomba di Giulio II. Quando la tomba gli fu commissionata, nel 1505, Michelangelo trascorse otto mesi a Carrara alla ricerca di blocchi di marmo perfetti, ma, al suo ritorno, il papa aveva spostato il suo interesse al rifacimento di S. Pietro e, quindi, il progetto venne accantonato. Dopo la morte del papa, nel 1513, Michelangelo riprese il lavoro alla tomba ma completò solo il Mosè prima che papa Paolo III lo convincesse a lavorare al Giudizio Universale nella Cappella Sistina. La tomba fu terminata dai suoi allievi mentre ad un altro pontefice della famiglia Della Rovere, Giulio II, si devono gli ulteriori interventi che videro la definitiva sistemazione del convento e l'erezione del chiostro, attribuito tradizionalmente a Giuliano da Sangallo.
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